SIBERIAN BASTET - Madrid
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MAGADAN TERRANCA /Alemania

IL SUO VIAGGIO VERSO OCCIDENTE

 

 

Prima della caduta del muro di Berlino nel novembre del 1989 sono state registrate solo apparizioni sporadiche di questa razza in Europa. Viene menzionata una presentazione a Londra alla fine del secolo XIX, ma il siberiano passò inosservato, allora andava di moda il persiano. Anche nello zoo di Dresda, all’inizio del secolo XX, c’era una coppia di gatti provenienti da  Tobolsk, secondo la prestigiosa enciclopedia tedesca “Brehms Tierleben” del 1925.

 

 

Rimase per altri tre quarti di secolo nella sua gelida terra natale dall’altra parte degli Urali, cacciando topi nelle fattorie e facendo compagnia ai monaci in isolati monasteri, fedele amico del cuoco quando era ora di preparare il pranzo. Senza dubbio il clima freddo ha contribuito a far sì che questo animale apprezzasse la compagnia dell’uomo più di quanto succeda nelle zone più meridionali. La stretta relazione con il suo padrone è una delle sue principali caratteristiche.  


Sopravvisse in circostanze non sempre facili, perché in Unione Sovietica un decreto proibiva avere animali domestici, visto che gli alimenti erano appena sufficienti agli esseri umani.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Durante la guerra fredda, i paesi comunisti dell’Europa dell’est avevano buone relazioni commerciali e politiche con l’Unione Sovietica.

Alcuni tedeschi che erano impegnati in progetti industriali in Siberia tornarono nella Germania dell’est con un gatto impressionante che era diventato loro amico e che li aveva conquistati con la sua dolcezza e bellezza.

Anche alcuni soldati russi della forza di occupazione militare erano arrivati nella Germania Orientale, in Ungheria o Cecoslovacchia accompagnati dal loro amico felino ed erano tornati al loro paese senza di lui. 

 

 

 

 

 

 

Si sa di un’emigrante russa che viaggiò da San Pietroburgo a Colonia nel 1987 in compagnia di una coppia di gatti siberiani, i primi esemplari oltre la Cortina di Ferro. Gli animali si fecero notare, e visto che la padrona non poteva occuparsene, un allevatore tedesco si prese cura dei due siberiani. 

Il destino del gatto siberiano cambiò inaspettatamente quando cadde il muro di Berlino nel novembre del 1989: dai primi anni 90 ci si poteva recare negli ex-paesi comunisti senza impedimenti e i primi viaggiatori che si addentrarono in Russia e Siberia presto notarono questi magnifici felini, che si potevano vedere davanti alle porte delle case più umili.

 

JASPA CLASSIC TOUCH / Bobenheim / Alemania

 

Fu così che, al principio degli anni 80, in modo del tutto casuale alcuni esemplari uscirono dalla Russia, ancora senza fini di selezione o allevamento, perché nei paesi comunisti non esistevano concorsi di bellezza felina.  

Nonostante questo, prima del crollo dei regimi comunisti questi animali già si trovavano in Europa, e da essi qualche anno più tardi vennero fatte discendere le prime linee fuori dalla Russia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

COSIMO VON DER SANNOSCHKA / Leipzig

 

 

 

 

 

 

 

Graczie agli sforzi di questi pionieri che presero alcuni esemplari, quasi sempre schivando le barriere burocratiche, fu possibile al resto d’Europa conoscere questa razza. Nel 1990 i primi esemplari raggiunsero gli Stati Uniti. La razza è stata riconosciuta neò 1992 dalla WCF (World Cat Federation).

Impressionati dal sorprendente interesse che un semplice gatto era capace di suscitare negli stranieri, gli stessi russi di resero conto della singolarità di questo animale e delle aspettative economiche che poteva apportare. L’assenza di repressione statale coincidì con la repentina domanda.

Vennero fondati Club Felini a Mosca e San Pietroburgo, e si cominciarono ad organizzare expo feline in generale e a selezionare esemplari di siberiani da tutte le parti della Siberia e della Russia, mettendo le basi per la selezione e allevamento sistematico nel Paese d’origine. Nelle expo feline si cominciarono a offrire i cuccioli agli stranieri.  

Si tratta di una razza creata dalla selezione naturale durante mille anni in uno degli habitat più duri del pianeta. Gli animali devono necessariamente essere di origine russa. Essendo una razza naturale, autoctona di una determinata zona della Terra non è permesso l’incrocio con altre razze.

 

 

 

 

 

 

CHEP VOM SCHNAUDERTAL / Leipzig

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ANTOSCHKA NENAGLYADNAYA KRASOTA

Schwarzwaldtiger / Freiburg / Alemania

 

 

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E’ ancora una razza poco diffusa nel mondo ed esistono pochissimi esemplari di siberiani puri, un esperto genetista calcola che ce sono tra i 1500 e i 2000 in Russia, il che è molto poco se teniamo in considerazione le enormi distanze e le difficoltà per selezionare e incrociare questi animali.

Una volta riconosciuto il suo valore, vengono allevati sistematicamente in Russia, Germania, Cecoslovacchia, Italia, Stati Uniti, Finlandia, Svezia e, ovviamente, in Spagna.  

 

SANDOKHAN VON DER GRONAU / Hamburgo / Alemania

 

 

 

Il siberiano "colour point", lo spettacolare "Neva Masquerade" è oggetto di dibattito. La Fife lo considera un Gatto delle Foreste, in cui non sono permessi i points, escludendo dall’allevamento qualsiasi gatto che presenti un “point” nel pedigree, cosa che riduce drasticamente le poche linee buone disponibili.

La World Cat Federation invece lo riconosce, considerando che il fattore “point” fa parte dei colori originali del siberiano. 

Un altro criterio importante è la limitata quantità di buone linee a disposizione e l’elevato rischio di consanguineità che questo suppone. Quando ci sono poche linee, il colore dovrebbe essere secondario, dice un esperto russo.